Approfondimenti

Per comprendere al meglio quelle che sono le particolarità proprie del Wing Chun è opportuno procedere ad una attenta analisi delle regole di base che ne ispirano la natura. Assumere “le sembianze dello stile” significa  osservare e rispettare appieno queste regole, cercando il più possibile di renderle proprie nell’ambito della quotidiana pratica marziale.

Principio del cuneo (San Jiao Yuan Li)

Il principio del cuneo è quello che si presta, più di ogni altro, a descrivere chiaramente lo stretto legame dello stile con elementi di carattere geometrico: l’apprendimento del Wing Chun non può certamente prescindere dallo studio degli angoli di difesa e di attacco e, più nello specifico, dalle proprietà applicative connesse al concetto della “triangolarità”.
Le posizioni, come le tecniche dello stile, sono infatti strettamente fedeli a questa impostazione, non statica bensì dinamica, di matrice geometrica, la quale ha il pregio di richiamare attitudini di mobilità e mutevolezza.
L’iscrizione del triangolo in un cerchio e la possibilità di orientarne la direzione ci dà modo, a livello visivo, di valutare in maniera diretta il significato di questo principio e la sua reale ed effettiva applicabilità nel combattimento.
La struttura fisica e geometrica del cuneo ci consente, innanzitutto, di penetrare all’interno della difesa del nostro avversario in maniera diretta ed uniforme sulla superficie d’impatto, al fine di far convergere tutte le forze in un unico punto (he li); ci permette, altresì, di rimanere coperti durante l’azione, sottraendoci, così, al rischio di esporci imprudentemente ad eventuali reazioni. Ma non solo: peculiarità del cuneo è quella di veicolare la forza lungo la propria base e, conseguentemente, di scioglierla evitando in tal modo di offrirle un punto di sfogo. Infine, è necessario sottolineare l’importanza che la teoria della triangolarità ricopre in relazione al nostro corpo: dal punto di vista grafico, la figura umana risulta attraversata da triangoli più o meno grandi che hanno la funzione di descrivere geometricamente sia i concetti di stabilità legati alla posizione ed al radicamento che quelli di dinamicità che contraddistinguono il movimento dello stile.

Principio di economia di movimento

Il principio di economia di movimento consiste nel cercare di percorrere la via più breve per arrivare al bersaglio.
Questo principio ha una notevole rilevanza pratica e, soprattutto, rappresenta una grandissima risorsa nell’ambito del combattimento.
La regola è quella dell’efficienza, ovvero: tentare di ottenere il massimo risultato possibile con il minimo sforzo e dispendio di energia.
Il riferimento alla linea centrale ci aiuta a comprendere l’importanza delle modalità attraverso le quali bisogna sferrare le tecniche e quali traiettorie esse debbano possedere affinché abbiano la giusta intensità e l’esito desiderato.
Il Wing Chun, coerentemente con questa teoria, predilige tecniche molto semplici ed essenziali ma, al tempo stesso, particolarmente dirette ed efficaci.
Non è sbagliato dire che l’economia di movimento incida, peraltro in modo decisivo, sulla organizzazione e gestione dello spazio circostante, contribuendo all’acquisizione di una maggiore percezione e consapevolezza dello stesso.
Questa regola ci permette, più di ogni altra, di raggiungere l’obbiettivo con grande facilità e, soprattutto, di ottimizzare le energie di cui disponiamo garantendoci così una indubbia posizione di vantaggio.

Principio della chiusura della distanza

Il Wing Chun è una disciplina marziale molto conosciuta anche, e soprattutto, per la grande efficacia che dimostra di possedere nel campo del combattimento a corta distanza.
E’ in quest’ambito, infatti, che lo stile si manifesta in tutto il suo vigore e nel pieno delle sue potenzialità.
Il praticante di Wing Chun tenderà, nei limiti del possibile e compatibilmente con le circostanze del caso specifico, a chiudere la distanza attraverso l’ausilio di tecniche in concatenazione, dotate di fluidità e continuità.
Ciò che deve percepirsi, in generale, è la volontà e l’intenzione di chi pratica Wing Chun di entrare in contatto con l’avversario e di colmare al massimo lo spazio che lo separa dal bersaglio.
Prediligere il combattimento a corta distanza ha fatto sì che nel Wing Chun, nel corso dei secoli, si lavorasse moltissimo sulla sensibilità e sul contatto, settori nei quali lo stile ha indubbiamente trovato uno dei suoi punti di forza, rendendolo inimitabile e fortemente completo in tema di difesa personale.

Principio di cedevolezza

Il principio di cedevolezza rappresenta davvero l’essenza, il vero fulcro dello stile. Si può di certo considerarlo come regola fondamentale sulla base della quale il Wing Chun, e non solo ?, ha potuto costruire la propria identità, il proprio modo di essere. Molte discipline marziali (in particolare gli stili interni di Kung Fu Tradizionale Cinese) hanno, nel corso dei secoli, proceduto ad una costante e progressiva rilettura delle antiche concezioni legate alla lotta, questo al fine di poter sviluppare nuovi sistemi che fossero in grado di fornire differenti spunti per l’elaborazione di efficaci soluzioni in tema di combattimento e che non avessero come prima ed unica caratteristica l’utilizzo esclusivo della forza fisica.
Ci riferiamo, nello specifico, alla capacità di non opporre la propria forza a quella dell’avversario bensì di scioglierla ed assorbirla a proprio vantaggio. In tal senso, il comportamento dell’acqua può sicuramente esserci d’aiuto per comprendere il significato di questo principio e le sue enormi potenzialità applicative: i movimenti dello stile possiedono, infatti, caratteristiche simili e paragonabili all’atteggiamento dell’acqua e, in particolar modo, alla sua capacità di adattarsi continuamente, canalizzandosi, alla ricerca di uno spazio da aggredire e colmare.
Bisogna, tuttavia, soffermarsi sul concetto di morbidezza cercando di non confonderlo con termini dal significato diametralmente opposto: sciogliere la tensione cercando di rimanere rilassati non vuol dire essere molli, fiacchi, deboli. Allo stesso modo durezza e rigidità non sempre sono sinonimi di forza e consistenza. Lo spirito del Wing Chun è questo: sprigionare una grande energia con il minimo sforzo assecondando la direzione della forza al fine di sfruttarla a nostro piacimento. L’immagine del piombo avvolto dalla lana descrive al meglio questa caratteristica di morbidezza e densità. Questo approccio ha fatto sì che chiunque, dotato o meno di forza fisica, potesse avvicinarsi alla pratica marziale e sviluppare abilità legate alla sperimentazione del combattimento e della difesa personale.

Lim Sil Dea Dar (coprire e contrattaccare contemporaneamente )

Il termine “Lim Sil Dea Dar” significa letteralmente “coprire e contrattaccare contemporaneamente”. Questo principio, strettamente correlato alle regole di base proprie del principio del cuneo e dell’economia di movimento, rappresenta davvero la massima espressione del concetto di sintesi ed uno dei cardini fondamentali dello stile: attaccare ed arrivare al bersaglio rimanendo coperti.
Nel Wing Chun non esiste la differenza fra tecniche di parata e tecniche di attacco e sfumano notevolmente, o perlomeno risultano meno evidenti rispetto ad altre discipline, le fasi che contraddistinguono e scandiscono ciascuna azione; ci si ispira al concetto di simultaneità del movimento ed alla capacità di utilizzare contemporaneamente gli strumenti che abbiamo a disposizione. Lo scopo è quello di giungere ad uno stato nel quale sarà del tutto irrilevante classificare l’una o l’altra tecnica: ogni azione rappresenterà, allo stesso tempo, una tecnica di copertura e di attacco; non sarà importante, perciò, interrogarsi sulla natura formale della tecnica bensì sul significato e sulla funzione sostanziale della stessa in combattimento.
E’ palese, anche in questo caso, la vocazione che lo stile dimostra di avere per l’efficacia e l’efficienza: tutto è all’insegna dell’ottimizzazione del movimento e dello spazio al fine di ottenere con il minor dispendio di energia e di tempo il massimo risultato possibile.