La storia del Kung Fu

Il Kung Fu tradizionale cinese non si limita ad un movimento particolare del corpo o ad una tecnica specifica di combattimento, ma al tempo stesso si può esprimere attraverso un singolo movimento o una singola tecnica. Il Kung Fu tradizionale è una disciplina che non prescinde dai diversi aspetti della vita quotidiana, ne è al contrario parte integrante; una via per realizzare se stessi ed aiutare gli altri a realizzarsi, una ricerca continua per liberare la vera essenza dell’uomo dalle complessità della vita esteriore ed interiore.

STORIA DEL KUNG FU

Il termine cinese kung fu non identificava in origine l’arte marziale, indicava invece qualsiasi opera o lavoro compiuti con grande maestria, o altresì per designare una via per il compimento di sé in qualsiasi campo. I maestri di Arti Marziali potevano raggiungere un buon “kung fu”, tanto che gli occidentali furono portati a pensare che proprio questa locuzione avesse il significato di Arte Marziale.

SHAOLIN
Il monastero di Shaolin nasce nel 495 d.C. nella provincia di Henan, al centro di un importante crocevia naturale. Benché alcune leggende parlino dell’esistenza di monaci combattenti già alla sua fondazione, è sicuramente dopo l’arrivo di Bodhidharma (Da Mo per i Cinesi), intorno al 525 d.C., che il monastero diventa famoso per le Arti da combattimento praticate al suo interno. Sarebbe ingenuo attribuire a Bodhidharma la creazione e la nascita del Kung Fu a Shaolin, ma quello che è certo è che il Maestro indiano portò nel monastero un insegnamento fondamentale: per raggiungere l’illuminazione i monaci non dovevano trascurare l’allenamento fisico, anzi, proprio dall’unione di mente e corpo sarebbe stato possibile raggiungere l’armonia assoluta. Le Arti Marziali avrebbero costituito, quindi, il mezzo ideale per l’elevazione spirituale.
Dal VI secolo in poi, il monastero di Shaolin conobbe un periodo di grande fioritura, ampliò i propri possedimenti e diventò un vero e proprio Stato nello Stato, con a capo i monaci guerrieri.
Della sua storia, però, in seguito, si saprà ben poco, fino alla metà del XVI secolo, quando entrò a Shaolin un giovane soldato (abilissimo con la spada) di nome Chue Yuan. Il giovane trovò tuttavia nel monastero il contrario di ciò che si aspettava: i temutissimi monaci di Shaolin non erano che l’ombra di quello che le storie narravano, i loro corpi erano indeboliti, e le loro tecniche del tutto inefficaci. La chiusura rigorosa verso l’esterno aveva impedito il rinnovamento e la nascita di nuovi grandi Maestri. Chue Yuan decise allora di creare un metodo di combattimento basato sulle proprie conoscenze e sugli antichi movimenti delle “18 mani di Lo Han”. Il giovane soldato si accorse, però, che per quanto il suo sistema fosse completo, esso restava tuttavia insufficiente. Decise allora di partire alla ricerca di un grande Maestro che fosse in grado di dargli nuova ispirazione. Lo trovò nella figura di Pai Yu Feng, che a sua volta lo condusse dal suo Maestro Li Chien. I tre Maestri insieme diedero vita ad un sistema completo ed efficace nel combattimento fondato su 170 tecniche, il tutto diviso i 5 stili distinti. Era nato il Wu Xing Chuan (stile delle 5 forme) che costituirà la prima codificazione e la base di tutto il metodo Shaolin.
Lo stile si basava sullo studio di 5 animali, ognuno dei quali sviluppava precise qualità e potenzialità dell’uomo: il drago, la tigre, il leopardo, il serpente, la gru.
Con la pratica dello stile codificato dai tre Maestri, i monaci di Shaolin tornarono ad essere i temuti guerrieri conosciuti in tutta la Cina, e il monastero riconquistò la sua fama di grande palestra di Kung Fu.
La storia di Shaolin, e del Kung Fu in generale, è stata sempre legata a quella della dinastia Ming. Così quando nel 1644 salì al potere la dinastia dei Qing, il monastero si avviò inesorabilmente verso la sua caduta. Dalla salita al trono della dinastia Qing, iniziò un periodo di profonda agitazione all’interno dei monasteri, che divennero sede delle società segrete anti-Qing. Il monastero di Shaolin divenne in questo periodo un importante punto di riferimento: i contestatori si allenavano duramente al suo interno, e si spostavano poi in tutta la Cina con l’intento di destare nuove sommosse. Il XVII secolo segnò l’apogeo della potenza di Shaolin e del suo Kung Fu, ma anche l’inizio di un’imponente offensiva da parte delle forze imperiali, che culminò nel 1722 con la distruzione del monastero. Da questo momento in poi, il Kung Fu cesserà di essere una pratica elitaria, insinuandosi in tutti gli strati sociali della popolazione cinese.